lunedì 17 agosto 2015

Racconti Brevissimi - Se avrei

- perdonami, ma non posso sopportarlo! È il secondo "se avrei" che dici in due minuti e con tutto il rispetto, non ho voglia di continuare a parlare con te.

[...]

- un altro scotch per favore.

- perché la tua amica è andata via?

- perché è un'ignorante.

- in che senso scusa?

- ha detto che ho usato "se avrei" per due volte e che non poteva tollerarlo.

- e l'ignorante sarebbe lei?

- beh poco fa le dissi che "sono un uomo molto avventuroso anche se avrei volentieri fatto viaggi meno pericolosi" e in questo caso si tratta di una subordinata concessiva che regge il condizionale, poi nonostante la sua smorfia le dissi che avventuroso non significava essere necessariamente privo di paure, tant'è che "partii per la Nuova Zelanda domandandomi se avrei avuto fortuna", e in questo caso si tratta di un'interrogativa indiretta per un'azione che si potrebbe verificare in futuro...

- quella donna non troverà mai più un uomo come te sai?

- io lo so, ma lei evidentemente non sa molte cose.

-Turi Messina 17/08/2015

giovedì 7 maggio 2015

Racconti Brevissimi - Vedo



-"Sei qui per uccidermi?"
-"No"
-"Siedi allora e parla"
-"Ti basta così poco per fidarti?"

Quando ci si siede al tavolo si spera di vincere ma si mette in conto una possibile sonfitta.

-"In genere no, ma tu hai la pistola alla cintola e io appesa alla sedia dietro di me, quindi..."
-"Non me ne ero accorto"
-"Vedi? eppure non mi hai sparato! Siedi e parla"
-"Cosa sai di Randy 'Mangiasterco' Devine?"

Le carte girano ma è il giocatore che fa la partita, avere e far credere sono strade diverse.

-"Che mangia lo sterco?"
-"Senti amico..."
-"Io... non sono tuo amico!"
-"Oh no che non lo sei, ma tu vuoi vivere, e evidentemente Mangiasterco Devine no, quindi..."

Credere o dubitare, valutare ogni azione, immedesimarsi e leggere. Più l'avversario che le carte.

-"Maledizione!"
-"Maledizione?"
-"Se solo non mi fossi tolto il citurone adesso saresti meno spavaldo"
-"Molto vero, ma lo hai tolto"

Si perde sempre qualche mano, ma è un bene perchè un avversario che vince fa leggere di più.

-"...È alla vecchia miniera, quella che sta tra il monte Bluesand e il burrone"
-"Giusto il posto ideale per subire un'imboscata"
-"Eh già"
-"E credi che me la beva?"

Siamo tutti diversi, chi bluffa e chi no.

-"A dire il vero spero proprio di no"
-"Oste, un wisky per il mio amico!"
-"Io non sono.."
-"Inizi a diventare noioso sai? Posso ancora sedermi?"

Puntate piccole tastano il polso. Mettono un limite al rischio e l'avversario o rischia o azzarda.

-"Non posso più impedirtelo"
-"Dimmi la verità, ma non ti sei stancato di tutta questa merda?"
-"...Tu vedi alternative?"
-"Io vedo un uomo che poteva avere un cinturone"

Variare il gioco, per non essere letti, un po pescare e un po abboccare.

-"Non smetto di pensarci"
-"Ma vedo anche un uomo che al posto del cinturone ha avuto un'occasione"
-"L'occasione per essere anche un infame?"
-"No, l'occasione di essere l'unico a sapere dove sta il bottino quando avrò finito con Mangiasterco"

E quando arriva la mano vincente bisogna mantenere la calma. Puntare, né troppo né troppo poco.

-"Perché mai dovresti lasciarmi andare?"
-"Perché tu sei un braccio disperato e io cerco la testa"
-"Ma ora non ti servo più, e poi perché mai dovresti lasciarmi il bottino?
-"Perché oggi la tua vita l'ho presa con le mani e l'ho fatta mia, io so chi eri"

Ma c'è chi ha già perso con il punto in mano e sa che chi regge e non è stolto, è forte.

-"Io sono l'uomo che ha ucciso tua figlia"
-"Ma guardati, stai cercando di convincermi a spararti!"
-"È che... non ti capisco, tu... tu devi essere pazzo"
-"Possibile, ma ho bisogno di sapere che non sono come Devine"

Quando due punti forti si incontrano tutti sanno che bisogna lasciare ma nessuno ne accetterebbe lo smacco.

-"E se fossi io ad essere come Devine?"
-"Non lo sei, e sono convinto che da oggi sarai un uomo molto diverso"
-"Sì, ma se ti sbagliassi?"
-"Vorrà dire che lo scoprirò quando ti volterò le spalle per uscire da qui"

Quando si sta per scoprire chi ha vinto le puntate sono già sul tavolo e la sicurezza in pochi attimi diventa ansia.

-"Giusto"
-"Quelle sono carte da poker..."
-"Già"
-"Sta attento, è un gioco pericoloso"

C'è persino chi è schiavo del gioco e gioca da anni quella che promette come l'ultima partita.

-"Quale gioco non lo è?"
-"Giusto. Allora, abbiamo un accordo?"
-"Yay"
-"Yay"

*BANG*

-Turi Messina 07/05/2015

lunedì 13 aprile 2015

Racconti Brevissimi - Solo un brutto sogno


-"AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHH"  
Uno strillo notturno può far tremare un'intera casa.
-"Che succede?!" chiese allarmato Vincenzo entrando nella stanzetta!
Una voce pacata e amorevole basta a rassicurare?
-"Ci sono i fantasmi nella mia cameretta!" disse Susy con la fronte imperlata e gli occhi sgranati.
I Bambini hanno una fervida immaginazione sopratutto quando hanno paura.
-"Non c'è nessun fantasma piccola..." disse l'uomo sedendo al bordo del letto e carezzandole una guancia "era solo un brutto sogno..."
I sogni non sono forse lo specchio distorcente di ciò che abbiamo dentro?
-"... p-papà... i-io... io ho paura..."
Non esistono persone prive di paure.
-"Ma come? Sei una signorina ormai! Devi solo chiudere gli occhi e pensare a cose belle"
Distrarsi per non pensare ai problemi cancella forse i problemi?
-"Ma lo faccio e non funziona..."
Il primo passo per risolvere un problema è ammetterne l'esistenza.
-"Faremo così: tu chiudi gli occhi e io starò qui con te finché non ti addormenti!" disse passandole una mano sui capelli.
Facciamo le buone azioni per gli altri o per noi stessi?
-"Lo giuri?"
Quando non si ha più nessuna ragione, è la fiducia l'ultimo appiglio.
-"Lo giuro"
L'omissione è crudele quanto la menzogna?
-"e quando mi addormenterò andrai via?"
Paure e speranze sono emnozioni parallele e vicinissime.
-"Sì piccola mia, ma tornerò ogni notte, per sempre."
Minacce e promesse non sono parimenti parallele e vicinissime?
-"AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHH"

-Turi Messina 13/04/2015

venerdì 3 aprile 2015

Racconti Brevissimi - Ciao Nonnino


-"Pronto? Ciao Nonnino Come stai?"
-"Bene gioia di nonno e tu?"
-"Bene. Oggi la maestra mi ha messo 10 nel dettato!
-"Ma che che brava che sei!"
-"Sì sì. Nonno mi ci porti alla villa?"
-"Eh gioia di nonno, oggi non si può perché nonno deve andare in banca..."
-"Vabbene..."

...

-"Pronto? Ciao Nonnino Come stai?"
-"Bene gioia di nonno e tu?"
-"Bene. Lo sai? Oggia a scuola abbiamo fatto la festa di carnevale!!!
-"Uh che bello! E tu da cosa eri mascherata?"
-"Da Elsa di Frozen! C'ho pure i guanti!!! Senti maaaa oggi devi andare in banca?"
-"No tesoro perché?"
-"Mi ci porti alla villa a tirare i coriandoli?

-"Eh gioia di nonno, oggi nonno deve portare la macchina dal meccanico perché si è rotta..."
-"Vabbene..."

...

-"Pronto? Ciao Nonnino Come stai?"
-"Bene gioia di nonno e tu?"
-"Oggi sono caduta e mi sono sbucciata un ginocchio... mamma mi ha messo il difinzettante"
-"Oh stellina e come sei caduta?"
-"C'avevo le scarpe slacciate e sono inciampata!"
-"Uh mannaggia! Devi stare attenta piccolina mia."
-"Lo so... Senti, ma l'hai aggiustata la macchina?"
-"Sì adesso funziona di nuovo bene"
-"E mi ci puoi portare alla villa?"

-"Eh gioia di nonno, per adesso nonno ha tante tante cose da sbrigare..."
-"Vabbene..." 
 
...

-"Pronto? Ciao Nonnino Come stai?"
-"Bene gioia di nonno e tu?"
-"Bene. Lo sai? Oggi mamma mi ha comprato lo zaino di Hello Kitty!"
-"Che bello! E allora te li sei messa pure i fermaglini di Hello Kitty?"
-"Sì sì, e pure le scarpe da tennis!"
-"Ah eheh pure le scarpe c'hai?"
-"Sì sì e pure la palla e lo spazzolino da denti!"
-"Ma quante cose belle!"

-"Nonno ma qualche volta mi ci porti alla villa? Quando puoi tu!"
-"Eh gioia di nonno, appena possibile nonno ti porta per tutto il giorno alla villa..."
-"Vabbene..."

...

-"Pronto? Ciao Nonnino Come stai?"
-"Bene gioia di nonno, e tu?"
-"Bene. Lo sai? Già ho finito tutti i compiti!"
-"Che brava! Ed erano tanti?"
-"Sì sì, un copiato e due problemi!"
-"E già hai finito?"

-"Sì sì!"
-"E li hai fatti tutti da sola o ti ha aiutato la mamma?"
-"No no, tutti da sola!"

-"Ma sei bravissima allora!"
-"E tu che cosa devi fare oggi?"
-"Mah... Veramente oggi nonno non ha niente da fare..."

-"Che bello! E quindi che farai?"
-"Nonno ora si fa una bella passeggiata, tanto il compleanno di zia è sta sera..."
 -"Ok. Ciao nonnino..."

-Turi Messina 03/04/2014 

venerdì 27 marzo 2015

Racconti Brevissimi - Macché


In un solo battito di ciglio sono innumerevoli i pensieri erotici implausibili che possono passare per la mente di un adolescente in preda agli ormoni, ma la circostanza era sfavorevole e quando non si è ancora capaci di usare la malizia è la prudenza a sconfiggere l'istinto del momento. Così, ciò che di getto propose fu di restituirle semplicemente la scudisciata con quello stesso rametto e lei, suo malgrado, se bene ancora timorosa per lo scherzoso ricatto, dovette acconsentire chiedendogli però di far piano così come lei aveva fatto.

"Se solo avessi avuto il coraggio di chiedere di poterle toccare una tetta... ...o il culo..." pensò lui "...se vabbè... ...o magari un bacio!... ...Macché e se poi mi dice di no? Cazzo perché mi blocco sempre?"

Per fortuna il pensiero è molto più veloce delle parole e ciò che rispose apparentemente d'istinto fu il solo mostrarle il segno della scudisciata ben visibile sul braccio ancora dolente.
Lei Capì. Fu costretta nuovamente ad acconsentire ma non voleva che questo le causasse imbarazzi e pretese di non essere colpita dove il segno sarebbe stato visibile.
"Sul culo!"
Gli ormoni maschili, avviliti dal precedente ripiego, risposero prima che il cervello trovasse scappatoie a quelle prevedibili obiezioni che puntuali infatti si presentarono: In effetti era estate e in costume da bagno c'era ben poco da poter nascondere.
La leva del ricatto era ancora forte e servì a mantenere il punto, bastò uno sguardo per costringerla ad accettare. Visibilmente preoccupata, segretamente eccitata.
Il fischio del rametto fendette l'aria.
Lo schiocco dell'impatto era già il passato.
Un solo colpo.
Quel precedente fu l'inizio.
Visibilmente eccitata.


-Turi Messina 23/10/2014

giovedì 26 marzo 2015

Racconti Brevissimi - Chi insegue chi?


Quando lei annuiva socchiudeva gli occhi accennando un composto sorriso e lui sapeva che poteva fidarsi.
-"Ci sarai?"
A volte lo guardava inclinando un po' il capo e il luccichio di quelle iridi brune lo incantavano così come il puntare di fari in una buia strada di periferia risulta fatale ai gatti randagi.
-"Contaci!"
Le donne sono creature magiche, vivono inseguendo modelli che non piacciono a nessuno e finiscono per insultare se stesse come mai nessuno potrebbe.
-"Bene... ci tengo molto..."
Più lui la apprezzava più lei si curava ed era questo a renderla sempre più bella. Più lei si curava più lui la apprezzava. Chi insegue chi?
-"E se tardo?"
Certe domande non chiedono proprio nulla, vengono poste per affermare qualcosa, tutt’al più causano conferme.
-"Vorrà dire che aspetterò."
Lui sapeva che il mondo è pieno di strade e che avrebbe potuto percorrerle per sempre, sapeva che arrivare non significa aver finito la strada ma aver soltanto riconosciuto il punto.
-"E se invece non venissi?"
Il sorriso talvolta stuzzica, provoca.
-"Verrai, non ho dubbi."
Lei amava parlargli d'istinto e senza esitazione, lui amava che lei lo facesse.
-"Cosa ti da questa certezza?"
Avete mai notato che camminare chiacchierando con qualcuno fa passare il tempo più velocemente?
-"Mi hai detto di contarci, non mi serve altro."
Il sorriso talvolta solleva, rassicura.

-Turi Messina 26/03/2015

venerdì 27 febbraio 2015

Ultima frontiera (poesia per Leonard Nimoy)

Dello pianeta iniziale faceva,
con quattro dita di una sua mano.
Uomo speciale di specie primeva,
era un attore non un vulcaniano.
Bussa al trapasso fai pure toc toc,
Di' "sono Leonard ma chiamami Spock!"


-Turi Messina
(dalla raccolta "Troppo facile condividere un link")