Avete presente quelle persone che non riescono in alcun modo a distaccarsi
dall'ovvietà?
Io le detesto.
Quelli che quando mi sentono parlare di wrestling mi chiedono "ma è
tutto finto vero?".
Quelli che quando mi vedono con un trench di pelle esclamano "come
Matrix!".
Quelli che quando mi vedono con i capelli corti mi chiedono "sei stato
dal barbiere?".
Quelli che quando mi incontrano in spiaggia con tanto di costume da bagno
addosso mi chiedono "cosa ci fai qui?".
Quelli che quando mi vedono portare un lungo paio di basettoni
esclamano "come Wolverine!".
Quelli che quando mi incontrano quando sono in moto mi chiedono "è
tua?".
Quelli che (in Sicilia) quando sentono il nome "Turi" mi chiedono
"è il diminutivo di Salvatore vero?".
Sì, sì, sì e sempre maledettissimamente sì. Ebeti!
Queste menti limitate sono schiave dell'ovvio. Subiscono l'inconscia necessità di puntualizzare ogni argomento con questo tipo di interventi che possano fare da ancora nelle
loro scontate sicurezze.
In buona sostanza possono vivere l'illusione di partecipare all'argomento ubicando se stessi in una posizione di volontaria estraneità pur fingendo interesse.
A cos'altro serve chiedere o esclamare qualcosa di scontato? Serve solo a "riempire" una
discussione! A poter parlare di qualcosa o qualcuno per distogliere
l'attenzione dalla propria posizione o quantomeno per prendere la rincorsa prima
di poter azzardare un'opinione.
Credetemi, che essere "normali" dia quel comodo senso di protezione
e sicurezza che permetta di non essere mai additati per primi o di non dover sostenere
posizioni impopolari, lo comprendo. Per quanto io non ne condivida la scelta,
riesco persino a carpirne il senso, se provo ad immedesimarmi in una mente meno
brillante e meno sicura di sé.
Nel mio modo di vedere le cose, l'arguzia, l'estro, la libertà di
espressione e il coraggio di proporre idee sono caratteristiche che rendono
speciali le persone. Con questo non intendo dire che "essere
speciale" debba essere un dovere o un'ossessione volontaria. Semplicemente
trovo innegabile che chi per natura è estraneo alla normalità, si trovi in una
condizione filosofica privilegiata.
Per quanto si possa girare su wikipedia, ad esempio, le persone su cui è
stato fatto un articolo sono quelle che in qualche modo, nel bene o nel male
hanno fatto la "differenza" in qualcosa. Chi fa parte dei
"normali" non può passare alla storia. Chi invece si è battuto per
qualcosa di ingiustamente considerato normale è colui che "apre gli
occhi" a tutti gli altri solo dopo che ha lottato e vinto "da
solo".
L'emancipazione non è forse la liberazione da una condizione di inferiorità
sovente imposta dalla "normalità" della società?
No, non intendo che pur di finire su un'enciclopedia, in televisione, sui
giornali o sul web, qualsiasi stranezza sia lecita. Non intendo la notorietà
come scopo ma come naturale conseguenza accidentale. Chi si da fuoco ai peli
del culo per un attimo di notorietà non è speciale è idiota.
Idiota è chi basa la sua vita per essere diverso a prescindere, idiota è chi
cerca nell'artefatta diversità l'unica propria caratteristica distintiva,
idiota è chi non accetta le proprie VERE preferenze e non le sostiene
orgogliosamente.
Attenzione il mio non è un attacco alla normalità, io non credo che essere
normali sia un male. La normalità (o per meglio dire il conformismo) per
definizione non può essere discriminante ed è nucleo naturale delle
società.
Nessuno può essere del tutto estraneo alla società, per quanto bizzarro possa
essere in qualcosa, lo sarà sempre in confronto alla "normalità"
della società in cui vive.
Ciò di cui vi sto parlando e che aborro con tutto me stesso sono le persone
banali. Talmente qualunquiste, limitate e insicure delle proprie idee dozzinali
da arrancare persino nel tentativo di conformarsi alla semplice condizione di
"normalità". Riconoscerli è molto facile: quando possono non si
esprimono e se sono portati a farlo sono spesso d'accordo con il più carismatico
del gruppo. Insomma una sorta di insulto al concetto di "Sapiens
Sapiens".
Sono cosciente di aver scritto questo articolo con arrogante presunzione, ma
credetemi non mi sento il migliore di tutti. Conosco molta gente più
intelligente di me, più acculturata, più ingegnosa e più libera dai
preconcetti. Ma ne conosco (e ne vedo) fin troppa incapace di sostenere
attivamente una conversazione con me.
Io non faccio altro che osservare e giudicare (impopolarmente) ciò che vedo.
P.S.
Questo post mi ha davvero combattuto, fino all'ultimo istante non ero sicuro
di volerlo pubblicare a causa del contenuto estremamente antipatico.