martedì 19 dicembre 2017

to Blog or not to Blog?

Quest'anno non ho quasi scritto nulla, ho avuto molto da pensare e se per molte cose ho consolidato la mia posizione filosofico-psicologica per molte altre ho fatto enormi cambiamenti, talvolta radicali. Questo 2017 è stato un anno importante, ci sono stati problemi e soddisfazioni, novità e echi del passato, ciò che importa è che ne ho tratto insegnamento ed esperienza. Questo articolo quindi non ha un vero cuore è solo un messaggio.

mercoledì 10 agosto 2016

Religione: anacronismo, costume e induzione

A seguito di alcuni dibattiti sulla religione avvenuti negli ultimi giorni, ieri notte prima di addormentarmi mi sono sorti dei quesiti e documentandomi in cerca di risposte ho sviluppato un ragionamento.
Come mai la satira religiosa è un fenomeno così moderno?
Come è possibile che fino a solo quindici anni fa, in Italia nessuno osava fare ironia sulla religione?
Ve lo siete mai chiesto? Io sì.
Nel Codice Penale sono presenti vari articoli che regolamenta queste situazioni. Tra questi l'articolo 402 e l'articolo 724.

Art. 402
Chiunque pubblicamente vilipende la religione dello Stato è punito con la reclusione fino a un anno.
Per nostra grande fortuna, la Corte Costituzionale Italiana, il 20 novembre 2000 ha emesso la sentenza N. 508, che dichiara l'illegittimità costituzionale di questo articolo.
La Costituzione, (in vigore dal 1948) ha potuto rimuovere questa aberrazione dell'articolo 402 soltanto nel novembre del 2000.
Il Codice Penale ha terrorizzato la libertà di espressione di cittadini di uno stato laico costruendo conflittualità sociale per ben 52 anni!

Fino al 1999, in Italia era prevista dal codice penale come reato la blasfemia, inserita fra le contravvenzioni «concernenti la polizia dei costumi». La formulazione dell'articolo 724 del codice penale puniva solo l'offesa alla religione cattolica, ma nel tempo maturò la convinzione che tale limitazione fosse lesiva del principio di uguaglianza.

Art. 724
Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità o i Simboli o le Persone venerati nella religione dello Stato è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da cinquantuno euro a trecentonove euro.
La stessa sanzione si applica a chi compie qualsiasi pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti.

Per effetto del Concordato del 1984 (un accordo politico stipulato tra Città del Vaticano e la Repubblica Italiana) si sostenne che sarebbe dovuta finalmente cadere la denominazione di "religione dello Stato".
...
Da queste informazioni nascono molti interrogativi.
La religione, per come la conosciamo e per come indirettamente è entrata nelle case dei nostri genitori e nonni, è davvero stata una scelta?
Il costume di inculcare un'educazione di base religiosa a dei bambini ancora privi di senso critico e vittima della credulità incondizionata è davvero un modo corretto di fare proselitismo?
Battezzare dei bambini ignari imponendo loro ciò che la chiesa definisce un "sacramento" non è al di fuori della scelta di professione di fede?
Se per cinquantadue anni asserire pubblicamente che "religione di stato" è una fandonia ha costituito un reato penale possiamo avere certezza che i nostri padri o nonni fossero davvero così devoti?
Se l'ateismo è stato motivo di discriminazione sociale, come facciamo ad essere certi che nessuno ha mai finto per comodità?
La religione, è davvero costume o indirettamente è indotta?

mercoledì 6 luglio 2016

Tette

Il seno è come l'amore, può avere svariate forme e misure, essere più o meno evidente e ed essere più adatto a certe cose che ad altre. Ciò che è certo è che per essere tale serve che sia composto da due elementi.
Per il resto è tutto un discorso di saperci giocare senza annoiarsi mai.

mercoledì 8 giugno 2016

Sussidiario

Oh giovinezza dai gusti ormai ignoti,
pia precettrice al suono di fruste,
Dell'ignoranza colmasti quei vuoti,
con gioie e condanne utili e giuste.
Possan le rime di tempi remoti,
scorrer soavi in favelle vetuste,
corrono i tempi ormai non v'e scampo,
per i canuti di un certo stampo.


 -Turi Messina 28/06/2016

giovedì 24 marzo 2016

Vizio e Vezzo


Il fumo per molti è un vizio.
Qualcosa di cui si ha bisogno fisico e psicologico a prescindere dal fatto che non faccia che nuocere.

Per alcuni c'è una sorta di componente rituale: chi ne ha bisogno dopo un pasto, chi la brama dopo il sesso, chi non può farne a meno persino prima di andare a dormire.
Il vizio cosnuma, è quella cosa che va a scolpirsi nei pilastri dell'io.

Quando fumavo non ne ho mai sentito il bisogno.
Ogni sigaretta della mia vita è stata accesa perché l'ho desiderata.
Ogni sigaretta che io ho acceso l'ho gustata e l'ho maneggiata con un gusto cosciente fatto di atteggiamento e sapore volontariamente ricercato.
Un vezzo.

Riuscivo a passare svariati giorni senza toccare una sola sigaretta e senza averne assolutamente bisogno, tuttavia non ho mai smesso di desiderare una sigaretta tra le mani, gesticolare con essa e dare profonde boccate per alternare emissioni di fumo dei più vari tipi. Bastava una gustosa chiacchierata, una serata mondana ed ero capace di fumare un intero pacchetto in poche ore.
Proprio così, il mio essere fumatore è sempre stato incostante nei ritmi ma assennato nell'intento. 
Il fumo per me è stato sempre puro piacere.

La sigaretta e il vezzo del fumo quindi mi hanno sempre tentato. Mi piace l'oggetto, mi piace il suo effetto sociale e adoro sceglierne una marca a discapito d'altre in base al gusto del momento.

Due anni fa ho smesso di fumare.
Ho smesso di accendere sigarette e di inalarne il fumo ma tutt'oggi trovo che maneggiare o fumare una sigaretta abbia un fascino irresistibile.

Il non fumare nonostante io continui a desiderarne il gesto per volontario gusto personale e consciente che non si basa su un mero bisogno fisico incontrollabile fa di me un non fumatore o il più passionale dei fumatori?

giovedì 25 febbraio 2016

La nuova vecchia generazione



Riflettevo su quanto i tempi moderni influiranno sui rapporti sociali delle prossime generazioni.

Quando ero piccolo sentivo raccontare innumerevoli aneddoti, ricordi ed esperienze importanti ai miei genitori o ad altri parenti. Ma come spesso capita, ogni persona aveva memorizzato le cose in un modo diverso dagli altri, perché in funzione del proprio stato emotivo riguardo quello specifico avvenimento, con il tempo ne hanno involontariamente modificato alcuni dettagli.

In buona sostanza capitava spesso che lo stesso aneddoto avesse due o più versioni differenti a seconda di chi lo stesse raccontando con conseguenti discussioni sull'effettiva realtà dei fatti che ogni narratore dell'aneddoto sostenesse di conoscere.

Della vita passata dei nostri genitori, parenti più prossimi, zii, nonni e di tutte quelle persone che fanno parte della nostra vita e dei nostri cari non abbiamo avuto altro che racconti contraddittori, raramente testimoniati da un esiguo numero di foto ormai sbiadite. Insomma: la verità sul passato non è mai stato troppo chiara.

Se ci riflettete converrete con me che già oggi non è più così: scriviamo giornalmente su Facebook moltissime cose. In un modo o nell'altro, che si tratti di avvenimenti importanti della nostra vita o di  dimenticabili circostanze che in un dato momento abbiamo reputato emotivamente rilevanti (nel bene o nel male), queste cose finiscono in un post.

Commentiamo, mettiamo i "mi piace" (e metteremo le neo giunte "reazioni") ai post degli altri, rendendo tutta la nostra vita ben tracciabile nel tempo.
Per sfruttare questo enorme vantaggio "storico" Facebook da un po' di tempo infatti ci propone i ricordi che di giorno in giorno ci ripropongono tutto ciò che abbiamo postato nello stesso giorno degli anni passati. 

Tramite Facebook è possibile rivivere cose importanti come gioie, acquisti importanti, viaggi, dolori, storie finite, stati di cordoglio, lamentele e cose stupide come foto di cose strane viste per strada, articoli altrui condivisi, immagini o meme che ci ispirano o divertono particolarmente. In poche parole un vero e proprio diario ed album fotografico dettagliato.
Già adesso che sono su Facebook da nove anni mi capita di ritrovarmi a sfogliare album fotografici degli anni passati con la stessa malinconia con cui mia madre sfogliava gli albumetti di fotografie delle estati precedenti.

Ovviamente c'è chi con Facebook (e/o i social network in genere) non ha un buon rapporto, c'è chi blinda le impostazioni della privacy, c'è chi disabilita le notifiche dei ricordi, chi non mette proprie foto reali o nome reale, chi cambia account di continuo e chi non ha proprio alcuna intenzione di iscriversi.

Insomma, sto realizzando che un domani i nostri figli avranno i nostri ricordi e la nostra vita passata come una risorsa di dati facilmente fruibili. Spulciando il nostro profilo leggeranno i nostri post, vedranno nitidissime foto di vent'anni fa senza e non potremo mai negare tutto ciò che siamo stati.

Un aspetto interessante di questa mia previsione è che coloro che non sono mai stati su facebook o che cambiano account di continuo non eviteranno affatto il fenomeno di cui parlo, perché trattandosi di una netta minoranza causeranno delle domande, su cui in mancanza di risposta si potrà sempre indagare un po'.
Se Pinco Pallino non è su facebook ci sono i suoi amici e da li si dedurrà il giro di amicizie, o stile di vita, i gusti musicali e tanto altro.
Un'ex sarà sempre rintracciabile, le foto dell'epoca da qualche parte resteranno e in un modo o nell'altro il proprio passato non smetterà mai (finalmente) di far parte di un pubblico archivio storico.

Questo farà sicuramente infuriare i più lamentosi, i depressi e i paranoici, ma in fondo non interessa a nessuno: i tempi cambiano e la società con essi.

Mi piace pensare che tutto questo sarà una cosa meravigliosa per le persone equilibrate e coerenti come me. Con tutto il rispetto di chi non sa accettare se stesso e il proprio passato non me ne frega meno di un cazzo.


mercoledì 26 agosto 2015

Elfi o Nani?

Ti racconto caro umano
con un semplice stornello
che dimostra quanto il nano
batte l'elfo verginello.

Mentre gli elfi gracilini
nella selva cercan pace
Pur bevendo birre e vini
i nani stanno alla fornace.

Nulla posson archi e frecce
contro solida armatura
ma le barbe con le trecce
fanno agli elfi gran paura.

Oh immortali effeminati
forse l'ora loro è giunta
a colpi d'ascia mutilati
a partir d'orecchie a punta.

Loro mura sono i boschi
i fossati son le rive
ma non fermano i più loschi
di chi tra la pietra vive

Quindi umano presta orecchio
e ricorda bene in mente
i nani pestano parecchio
elfi uomini e altra gente.

Non c'è gioco e manco ballo
per chi sbatte sul metallo.

-Turi Messina 26/08/2015

lunedì 17 agosto 2015

Racconti Brevissimi - Se avrei

- perdonami, ma non posso sopportarlo! È il secondo "se avrei" che dici in due minuti e con tutto il rispetto, non ho voglia di continuare a parlare con te.

[...]

- un altro scotch per favore.

- perché la tua amica è andata via?

- perché è un'ignorante.

- in che senso scusa?

- ha detto che ho usato "se avrei" per due volte e che non poteva tollerarlo.

- e l'ignorante sarebbe lei?

- beh poco fa le dissi che "sono un uomo molto avventuroso anche se avrei volentieri fatto viaggi meno pericolosi" e in questo caso si tratta di una subordinata concessiva che regge il condizionale, poi nonostante la sua smorfia le dissi che avventuroso non significava essere necessariamente privo di paure, tant'è che "partii per la Nuova Zelanda domandandomi se avrei avuto fortuna", e in questo caso si tratta di un'interrogativa indiretta per un'azione che si potrebbe verificare in futuro...

- quella donna non troverà mai più un uomo come te sai?

- io lo so, ma lei evidentemente non sa molte cose.

-Turi Messina 17/08/2015

giovedì 7 maggio 2015

Racconti Brevissimi - Vedo



-"Sei qui per uccidermi?"
-"No"
-"Siedi allora e parla"
-"Ti basta così poco per fidarti?"

Quando ci si siede al tavolo si spera di vincere ma si mette in conto una possibile sonfitta.

-"In genere no, ma tu hai la pistola alla cintola e io appesa alla sedia dietro di me, quindi..."
-"Non me ne ero accorto"
-"Vedi? eppure non mi hai sparato! Siedi e parla"
-"Cosa sai di Randy 'Mangiasterco' Devine?"

Le carte girano ma è il giocatore che fa la partita, avere e far credere sono strade diverse.

-"Che mangia lo sterco?"
-"Senti amico..."
-"Io... non sono tuo amico!"
-"Oh no che non lo sei, ma tu vuoi vivere, e evidentemente Mangiasterco Devine no, quindi..."

Credere o dubitare, valutare ogni azione, immedesimarsi e leggere. Più l'avversario che le carte.

-"Maledizione!"
-"Maledizione?"
-"Se solo non mi fossi tolto il citurone adesso saresti meno spavaldo"
-"Molto vero, ma lo hai tolto"

Si perde sempre qualche mano, ma è un bene perchè un avversario che vince fa leggere di più.

-"...È alla vecchia miniera, quella che sta tra il monte Bluesand e il burrone"
-"Giusto il posto ideale per subire un'imboscata"
-"Eh già"
-"E credi che me la beva?"

Siamo tutti diversi, chi bluffa e chi no.

-"A dire il vero spero proprio di no"
-"Oste, un wisky per il mio amico!"
-"Io non sono.."
-"Inizi a diventare noioso sai? Posso ancora sedermi?"

Puntate piccole tastano il polso. Mettono un limite al rischio e l'avversario o rischia o azzarda.

-"Non posso più impedirtelo"
-"Dimmi la verità, ma non ti sei stancato di tutta questa merda?"
-"...Tu vedi alternative?"
-"Io vedo un uomo che poteva avere un cinturone"

Variare il gioco, per non essere letti, un po pescare e un po abboccare.

-"Non smetto di pensarci"
-"Ma vedo anche un uomo che al posto del cinturone ha avuto un'occasione"
-"L'occasione per essere anche un infame?"
-"No, l'occasione di essere l'unico a sapere dove sta il bottino quando avrò finito con Mangiasterco"

E quando arriva la mano vincente bisogna mantenere la calma. Puntare, né troppo né troppo poco.

-"Perché mai dovresti lasciarmi andare?"
-"Perché tu sei un braccio disperato e io cerco la testa"
-"Ma ora non ti servo più, e poi perché mai dovresti lasciarmi il bottino?
-"Perché oggi la tua vita l'ho presa con le mani e l'ho fatta mia, io so chi eri"

Ma c'è chi ha già perso con il punto in mano e sa che chi regge e non è stolto, è forte.

-"Io sono l'uomo che ha ucciso tua figlia"
-"Ma guardati, stai cercando di convincermi a spararti!"
-"È che... non ti capisco, tu... tu devi essere pazzo"
-"Possibile, ma ho bisogno di sapere che non sono come Devine"

Quando due punti forti si incontrano tutti sanno che bisogna lasciare ma nessuno ne accetterebbe lo smacco.

-"E se fossi io ad essere come Devine?"
-"Non lo sei, e sono convinto che da oggi sarai un uomo molto diverso"
-"Sì, ma se ti sbagliassi?"
-"Vorrà dire che lo scoprirò quando ti volterò le spalle per uscire da qui"

Quando si sta per scoprire chi ha vinto le puntate sono già sul tavolo e la sicurezza in pochi attimi diventa ansia.

-"Giusto"
-"Quelle sono carte da poker..."
-"Già"
-"Sta attento, è un gioco pericoloso"

C'è persino chi è schiavo del gioco e gioca da anni quella che promette come l'ultima partita.

-"Quale gioco non lo è?"
-"Giusto. Allora, abbiamo un accordo?"
-"Yay"
-"Yay"

*BANG*

-Turi Messina 07/05/2015

lunedì 13 aprile 2015

Racconti Brevissimi - Solo un brutto sogno


-"AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHH"  
Uno strillo notturno può far tremare un'intera casa.
-"Che succede?!" chiese allarmato Vincenzo entrando nella stanzetta!
Una voce pacata e amorevole basta a rassicurare?
-"Ci sono i fantasmi nella mia cameretta!" disse Susy con la fronte imperlata e gli occhi sgranati.
I Bambini hanno una fervida immaginazione sopratutto quando hanno paura.
-"Non c'è nessun fantasma piccola..." disse l'uomo sedendo al bordo del letto e carezzandole una guancia "era solo un brutto sogno..."
I sogni non sono forse lo specchio distorcente di ciò che abbiamo dentro?
-"... p-papà... i-io... io ho paura..."
Non esistono persone prive di paure.
-"Ma come? Sei una signorina ormai! Devi solo chiudere gli occhi e pensare a cose belle"
Distrarsi per non pensare ai problemi cancella forse i problemi?
-"Ma lo faccio e non funziona..."
Il primo passo per risolvere un problema è ammetterne l'esistenza.
-"Faremo così: tu chiudi gli occhi e io starò qui con te finché non ti addormenti!" disse passandole una mano sui capelli.
Facciamo le buone azioni per gli altri o per noi stessi?
-"Lo giuri?"
Quando non si ha più nessuna ragione, è la fiducia l'ultimo appiglio.
-"Lo giuro"
L'omissione è crudele quanto la menzogna?
-"e quando mi addormenterò andrai via?"
Paure e speranze sono emnozioni parallele e vicinissime.
-"Sì piccola mia, ma tornerò ogni notte, per sempre."
Minacce e promesse non sono parimenti parallele e vicinissime?
-"AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHH"

-Turi Messina 13/04/2015

venerdì 3 aprile 2015

Racconti Brevissimi - Ciao Nonnino


-"Pronto? Ciao Nonnino Come stai?"
-"Bene gioia di nonno e tu?"
-"Bene. Oggi la maestra mi ha messo 10 nel dettato!
-"Ma che che brava che sei!"
-"Sì sì. Nonno mi ci porti alla villa?"
-"Eh gioia di nonno, oggi non si può perché nonno deve andare in banca..."
-"Vabbene..."

...

-"Pronto? Ciao Nonnino Come stai?"
-"Bene gioia di nonno e tu?"
-"Bene. Lo sai? Oggia a scuola abbiamo fatto la festa di carnevale!!!
-"Uh che bello! E tu da cosa eri mascherata?"
-"Da Elsa di Frozen! C'ho pure i guanti!!! Senti maaaa oggi devi andare in banca?"
-"No tesoro perché?"
-"Mi ci porti alla villa a tirare i coriandoli?

-"Eh gioia di nonno, oggi nonno deve portare la macchina dal meccanico perché si è rotta..."
-"Vabbene..."

...

-"Pronto? Ciao Nonnino Come stai?"
-"Bene gioia di nonno e tu?"
-"Oggi sono caduta e mi sono sbucciata un ginocchio... mamma mi ha messo il difinzettante"
-"Oh stellina e come sei caduta?"
-"C'avevo le scarpe slacciate e sono inciampata!"
-"Uh mannaggia! Devi stare attenta piccolina mia."
-"Lo so... Senti, ma l'hai aggiustata la macchina?"
-"Sì adesso funziona di nuovo bene"
-"E mi ci puoi portare alla villa?"

-"Eh gioia di nonno, per adesso nonno ha tante tante cose da sbrigare..."
-"Vabbene..." 
 
...

-"Pronto? Ciao Nonnino Come stai?"
-"Bene gioia di nonno e tu?"
-"Bene. Lo sai? Oggi mamma mi ha comprato lo zaino di Hello Kitty!"
-"Che bello! E allora te li sei messa pure i fermaglini di Hello Kitty?"
-"Sì sì, e pure le scarpe da tennis!"
-"Ah eheh pure le scarpe c'hai?"
-"Sì sì e pure la palla e lo spazzolino da denti!"
-"Ma quante cose belle!"

-"Nonno ma qualche volta mi ci porti alla villa? Quando puoi tu!"
-"Eh gioia di nonno, appena possibile nonno ti porta per tutto il giorno alla villa..."
-"Vabbene..."

...

-"Pronto? Ciao Nonnino Come stai?"
-"Bene gioia di nonno, e tu?"
-"Bene. Lo sai? Già ho finito tutti i compiti!"
-"Che brava! Ed erano tanti?"
-"Sì sì, un copiato e due problemi!"
-"E già hai finito?"

-"Sì sì!"
-"E li hai fatti tutti da sola o ti ha aiutato la mamma?"
-"No no, tutti da sola!"

-"Ma sei bravissima allora!"
-"E tu che cosa devi fare oggi?"
-"Mah... Veramente oggi nonno non ha niente da fare..."

-"Che bello! E quindi che farai?"
-"Nonno ora si fa una bella passeggiata, tanto il compleanno di zia è sta sera..."
 -"Ok. Ciao nonnino..."

-Turi Messina 03/04/2014 

venerdì 27 marzo 2015

Racconti Brevissimi - Macché


In un solo battito di ciglio sono innumerevoli i pensieri erotici implausibili che possono passare per la mente di un adolescente in preda agli ormoni, ma la circostanza era sfavorevole e quando non si è ancora capaci di usare la malizia è la prudenza a sconfiggere l'istinto del momento. Così, ciò che di getto propose fu di restituirle semplicemente la scudisciata con quello stesso rametto e lei, suo malgrado, se bene ancora timorosa per lo scherzoso ricatto, dovette acconsentire chiedendogli però di far piano così come lei aveva fatto.

"Se solo avessi avuto il coraggio di chiedere di poterle toccare una tetta... ...o il culo..." pensò lui "...se vabbè... ...o magari un bacio!... ...Macché e se poi mi dice di no? Cazzo perché mi blocco sempre?"

Per fortuna il pensiero è molto più veloce delle parole e ciò che rispose apparentemente d'istinto fu il solo mostrarle il segno della scudisciata ben visibile sul braccio ancora dolente.
Lei Capì. Fu costretta nuovamente ad acconsentire ma non voleva che questo le causasse imbarazzi e pretese di non essere colpita dove il segno sarebbe stato visibile.
"Sul culo!"
Gli ormoni maschili, avviliti dal precedente ripiego, risposero prima che il cervello trovasse scappatoie a quelle prevedibili obiezioni che puntuali infatti si presentarono: In effetti era estate e in costume da bagno c'era ben poco da poter nascondere.
La leva del ricatto era ancora forte e servì a mantenere il punto, bastò uno sguardo per costringerla ad accettare. Visibilmente preoccupata, segretamente eccitata.
Il fischio del rametto fendette l'aria.
Lo schiocco dell'impatto era già il passato.
Un solo colpo.
Quel precedente fu l'inizio.
Visibilmente eccitata.


-Turi Messina 23/10/2014

giovedì 26 marzo 2015

Racconti Brevissimi - Chi insegue chi?


Quando lei annuiva socchiudeva gli occhi accennando un composto sorriso e lui sapeva che poteva fidarsi.
-"Ci sarai?"
A volte lo guardava inclinando un po' il capo e il luccichio di quelle iridi brune lo incantavano così come il puntare di fari in una buia strada di periferia risulta fatale ai gatti randagi.
-"Contaci!"
Le donne sono creature magiche, vivono inseguendo modelli che non piacciono a nessuno e finiscono per insultare se stesse come mai nessuno potrebbe.
-"Bene... ci tengo molto..."
Più lui la apprezzava più lei si curava ed era questo a renderla sempre più bella. Più lei si curava più lui la apprezzava. Chi insegue chi?
-"E se tardo?"
Certe domande non chiedono proprio nulla, vengono poste per affermare qualcosa, tutt’al più causano conferme.
-"Vorrà dire che aspetterò."
Lui sapeva che il mondo è pieno di strade e che avrebbe potuto percorrerle per sempre, sapeva che arrivare non significa aver finito la strada ma aver soltanto riconosciuto il punto.
-"E se invece non venissi?"
Il sorriso talvolta stuzzica, provoca.
-"Verrai, non ho dubbi."
Lei amava parlargli d'istinto e senza esitazione, lui amava che lei lo facesse.
-"Cosa ti da questa certezza?"
Avete mai notato che camminare chiacchierando con qualcuno fa passare il tempo più velocemente?
-"Mi hai detto di contarci, non mi serve altro."
Il sorriso talvolta solleva, rassicura.

-Turi Messina 26/03/2015

venerdì 27 febbraio 2015

Ultima frontiera (poesia per Leonard Nimoy)

Dello pianeta iniziale faceva,
con quattro dita di una sua mano.
Uomo speciale di specie primeva,
era un attore non un vulcaniano.
Bussa al trapasso fai pure toc toc,
Di' "sono Leonard ma chiamami Spock!"


-Turi Messina
(dalla raccolta "Troppo facile condividere un link")

mercoledì 21 gennaio 2015

Alimento

La fica è bella come li alimenti
e sono molti i modi per gustarla.

Come la base e pure i condimenti,
si serve liscia o senza depilarla.
S'è sempre uguale la noia è brutta cosa
da chi cucina una sola stessa cosa.


- Turi Messina

lunedì 12 gennaio 2015

Mi sono bruciato il cosmo addosso.

Finalmente dopo grande e lunga attesa sono riuscito a vedere l'attesissimo film remake dei Cavalieri dello Zodiaco.

A molti il film ha lasciato un vero e proprio trauma psicologico, ad altri a causato solo disgusto e rabbia, io, invece, devo ammettere che nonostante molte perplessità il mio giudizio finale tutto sommato è sufficiente.

Forse perché sin dall'inizio ero partito col piede delle consapevoli aspettative di probabile stravolgimento?
Forse perché mi era parso evidente che era impossibile vedere tutta la Corsa al Grande Tempio in sole due ore (o poco meno)? Non lo so.

Di fatto i numerosi stravolgimenti mi hanno fatto aggrottare la fronte ma non mi hanno stravolto poi così tanto, ho guardato una storia che il mio cervello ha etichettato come "contemporaneamente in un mondo parallelo...".
Ovviamente quest'etichetta non è arrivata subito, non posso certo negare che in testa non mi siano sorti gli inevitabili quesiti.

Per cominciare, la scelta di ambientare il momento in cui viene comunicato a Isabel della sua natura divina... IN MACCHINA, in effetti mi ha un po fatto storcere il naso. Era poi così difficile sceneggiare un flashback? Fosse pure di solo qualche ora prima, in un contesto un po' più delicato e tranquillo?
Riguardo ai capelli di Mylock poi, ammetto che ero convinto avrebbero trovato una gag per farglieli perdere in itinere, solo per farci ridere... e invece NO.
Certo, quando è spuntato Cancer-Sparrow-AscellaPelosa-SingStar ammetto che mi si è spalancata la bocca e mi ha iniziato a tremare l'occhio sinistro mentre incredulo cercavo di capire cosa stesse succedendo (che già di mio odio quando cantano nei cartoni Disney dove ce lo si aspetta). Ma mentre cercavo di richiudere la bocca mi dicevo che una scena del genere deve per forza avere un motivo, è una scelta che ti porta per forza a chiederti il perché.
È stato quando è spuntata Scorpio-Femmina (che tra l'altro mi è piaciuta molto) che infine ho trovato la risposta a quei perché.

Fin dall'inizio, hanno cercato di dirci: "Hey, non aspettatevi la storia per come la conoscete! Stiamo cercando di stupire anche voi che sapete tutto a memoria!".
Ho capito! La scelta di Cancer canterino era proprio un modo di farlo seguendo il principio della terapia d'urto. Per questo da quel momento in poi ogni "novità" non mi faceva saltare più dalla poltrona ma mi faceva sorridere chiedendomi quale sarebbe stata la prossima novità.
Insomma, presa quella consapevolezza, mi sono praticamente goduto il film senza più badare a tutti quegli stravolgimenti che ormai non rientravano più tra i campanelli d'allarme della mia memoria.

In buona sostanza, se mi si chiedesse di dare un voto alla versione cinematografica della Corsa al Grande Tempio risponderei che non essendo questo il caso, sarebbe più opportuno parlare di un film di animazione che aveva lo scopo di farci rivedere gli eroi della nostra adolescenza in chiave moderna e canzonatoria e in questo caso sarebbe un voto positivo.

Quindi mi è dispiaciuto? In fin dei conti no.
Mi sono divertito? Oh sì, tantissimo!
È quindi un bel film? Ora non esageriamo.

giovedì 8 gennaio 2015

Se sei Charlie Hebdo non ti ho riconosciuto.

Siamo una società di parassiti ideali.
Esatto, siamo la generazione in cui si sta comodi seduti sul divano in attesa che qualcosa cambi.
Facciamo i nostri comodi, coltiviamo i nostri capricci e combattiamo le nostre cause a colpi di "mi piace", "condividi" e status di indignazione.
Anche questo lo è.

Nel giro di meno di 24 ore, vedo centinaia di avatar, status e pagine che supportano Charlie Hebdo e so per certo che il 90% di questo casi provengono da persone che non sanno né cosa fosse né cosa facesse.

Neanche io lo conoscevo, e il massacro subito dai suoi vignettisti ha indubbiamente acceso anche il mio interesse.

Charlie Hebdo faceva satira religiosa. Un tipo di satira che molti dei suoi odierni sostenitori avrebbero biasimato e condannato fino a qualche momento prima che la strage subìta, rappresentasse un vessillo di indignazione per mostrare al mondo la propria sensibilità e indole libera.

C A Z Z A T E

Troppo facile fare gli eroi con i proiettili nel petto degli altri.

Chi vuole mostrare al mondo quanto sia Charliehebdiano dovrebbe farlo usando se stesso.
Chi, come me, pensa che quelle vignette non siano offensive, chi pensa che il diritto di scrivere e disegnare qualsiasi cosa sia intoccabile condivida i suoi disegni!
Condivida quelli che fanno satira sui PROPRI valori.
Colui a cui da fastidio un trenino gay con Dio, Gesù e Spirito Santo in fila, non dovrebbe scrivere "JE SUIS CHARLIE", perché le vignette di Charlie Hebdo avevano proprio lo scopo di deriderlo.

La verità è che ci sentiamo tutti parte di una società che non esiste, una società di sensibili, di paladini delle giuste cause, di attivisti politici da mouse e da grandi critici da telecomando.

L'oppressione mediatica esiste, è un problema presente persino nel nostro paese e fingiamo di non vederlo perché ci fa comodo finché questo tutela le nostre incoerenze.

venerdì 2 gennaio 2015

Leggete, CAZZO, leggete scimmie di merda!

Libertà di parola, libertà di stampa, libertà d'espressione.
Ok, ora stiamo degenerando.

La gente che condivide notizie, scoop e articoli falsi, tendenziosi, o privi di alcun riscontro con fatti reali è in aumento esponenziale.
Condividere una notizia affasciati dal sensazionalismo che essa causa senza verificarne l'autenticità, contribuisce all'ignoranza e genera altri ignoranti.
A mio avviso, in una società informatizzata come quella odierna bisognerebbe istituire il reato di "Apologia di Involuzione", perché siamo nel 2015, e le scimmie dovrebbero avere il dovere di imparare a sfruttare i meravigliosi mezzi di questa epoca per migliorarsi.

Viviamo avendo in tasca uno strumento che da solo può fornire le mappe di qualsiasi luogo al mondo, intere enciclopedie che comprendono qualsiasi cosa o persona sia mai esistita e l'intera panoramica della stampa mondiale è a portata di click. Nonostante tutto questo, troppa gente non sa fare altro che condividere cagate prese da blog di altre scimmie come loro.

Se solo penso e cosa avrebbero potuto fare gente come Da Vinci o Galilei con gli strumenti che abbiamo quando vedo condividere certe idiozie mi convinco sempre più del fallimento del genere umano.


Le bufale manipolano le masse, indirizzano l'opinione pubblica, e aizzano le persone all'odio.
Oggi chiunque può scrivere qualsiasi cosa, e questo non significa che siamo più liberi, ma che siamo più in pericolo perché molta gente lo fa in malafede, anche se inconsciamente.

Srivere un articolo partendo da un argomento attuale e discusso ed inserendolo in un sito con un nome scelto a puntino non fa altro che alimentarne la disinfirmazione.
Il fatto che l'articolo che vi è piaciuto tanto sia intitolato "CARNE BIANCA CANCEROGENA NEL 76,32% DEI CASI" e che sia presente nel sito www.saluteoggi.it non significa che sia vero.
Il titolo è volutamente sensazionale, la percentuale con tanto di decimali sa di realistico e il sito che lo pubblica non ha che un nome scelto apposta per dare credibilità a ciò che scrive.

Purtroppo, ormai, chiunque non può solo scrivere ma può anche commentare e condividere, e nell'epoca dei social tutti si sentono in dovere di dire la propria. Questo, credetemi, non è un bene, perché se dire la propria argomentando è uno dei modi migliori di fare cultura, dire la propria fingendo argomentazioni e credibilità è bieco tentativo di tirare acqua ad un mulino che non ha neanche la decenza di avere un biasimabile ma ben più comprensibile interesse economico.
Ormai scrivere, o codividere le bufale ha il solo scopo di portare quanta più gente possibile dalla propria parte partendo da basi come il pregiudizio, l'impressione o l'abitudine. Questo modo di fare così diffuso è frutto dell'ignoranza e della disinformazione.

Di contro, questa enorme libertà dell'odierna epoca del web ha anche scoperchiato tante di quelle porcate compiute in passato che l'indignazione pubblica avrebbe dovuto reagire con un senso di responsabilità tale da ispirarci a fare di meglio e a non soccombere agli stessi errori. Dovremmo essere schifati e malfidati e invece gongoliamo e abbocchiamo.

Uomini di potere idolatrati come eroi nazionali erano tagliagole al soldo di altri uomini mossi da interessi economici, papi della chiesa e frati già santificati hanno compiuto o permesso scempi ed immoralità imperdonabili. Su questi casi esistono intere inchieste che venivano prontamente occultate e chi le produceva veniva distrutto e screditato. Verità provate da interi documenti di stato o numerosi provvedimenti e posizioni ufficiali della chiesa stessa, dimenticate e mai più menzionate dal momento in cui la menzogna iniziò a fruttare soldi, influenza e POTERE.

Ciò che fa rabbia è che se un tempo subivamo l'informazione e si era giunti alla formula "se lo dice il giornale o il telegiornale dev'essere vero", oggi non solo è facile scoprire quali notizie odierne vengono manipolate, ma è alla portata di tutti fare luce su molte delle strumentalizzazioni e delle omissioni del passato.

Esiste gente che di fronte a dossier di migliaia di pagine, che svelano la verita sui propri idoli (religiosi o politici), non è capace di dare la colpa all'umanità che lo ha preso in giro, ma è capace di adirarsi e urlare allo scandalo diffamatorio pur di rimanere nella comodità delle proprie certezze. Gente che è capace di negare la realtà pur di non veder stravolta la propria convinzione a priori.

Questa gente è il male sociale odierno, e se posso sperare in un buon proposito per il 2015. Spero che in un modo o nell'altro pian piano tutte le scimmie li fuori si impegnino ad essere degne del concetto di "Homo Sapiens Sapiens".

Leggete, CAZZO, leggete scimmie di merda!

venerdì 21 novembre 2014

I miei Sette Arcidiavoli

Per chi non lo sapesse, mi diletto di Giochi di Ruolo, dal fantasy all'horror e quando mi cimento nella creazione di ambientazione, personaggi o avventure spesso la commistione tra horror e fantasy diviene palpabile. Scrivendo una mini campagna per giocare con degli amici ho voluto immaginare la struttura dell'inferno della mia ambientazione. Prendendo spunto da concetti già esistenti tanto in alcune culture religiose quanto nella letteratura o in altri giochi di ruolo ho voluto immaginare una struttura eptagonale dove i sette regni sono rappresentati dai sette peccati capitali. A capo di ognuno di questi regni diabolici ho voluto mettere un "Arcidiavolo" che rapresentasse agli occhi umani l'esasperazione del peccato di riferimento.
Preciso che so benissimo che i nomi che ho utilizzato corrispondono nella cultura esoterica/religiosa a concetti e descrizione ben diversi, quindi evitatemi i pipponi di precisazione su a cosa "in realtà" un nome dovrebbe o non dovrebbe essere associato.

Qui di seguito mi limito a elencarvi la descrizione meramente fisica che tali Arcidiavoli avrebbero agli occhi deli esseri umani dell'avventura di mia ideazione.
Parte del mio sogno sarebbe quello di trovare illustratori aventi voglia di dare forma grafica a queste descrizioni.

IRA - Abaddon
Un colosso gigantesco e ipermuscoloso, i muscoli ipertrofici sono avvolti da una rete di vene violacee a fior di pelle. Il e collo taurino e le proporzioni accentuano la postura tozza e solida completamente glabra dalla pelle grigia. E' privo di occhi poiché all'interno delle cavità oculari non vi è buco bensì una membrana carnosa. Le grosse dita sono dotate di lunghi artigli neri e lunghi quanto ogni dito stesso, e la sua schiena presenta delle file parallele di aculei neri che si innestano ai lati della colonna vertebrale. I denti, neri anch'essi sono tutti aguzzi e da orecchie, narici e bocca cola lava incandescente che scorrendogli sul corpo, cade infine al suolo lasciando i segni dstruttivi del suo passaggio. La creatura si muove protesa in avanti come prontaper scattare in un impeto furioso e quando ferma è visibile il ritmico gonfiarsi e sgonfiarsi del torace in preda ad una respirazione isterica.

ACCIDIA - Beelzebub
Uno storpio dalla pelle di un insano pallore cadaverico che attorno labbra narici e occhi prende invece una colorazione livida. Le sclere degli occhi sono giallognole e coperte da cataratte. Da orecchie e narici fuoriescono peli incrostati. Sulla testa poche ciocche unte di capelli appiccicaticci sono circondate da una vistose squamature di pelle morta. La pelle lercia e appiccicosa ha numerose icrostature di miasmi imprecisati ed è piena di brufoli infetti, alcuni dei quali appena esplosi e gocciolanti rivoli di pus giallognolo. Dalla bocca sporgono gli storti denti marroni/giallastri marci e infestati dalle carie. Il corpo scoliotico è ricurvo su se stesso ed ingobito, le spalle come le braccia o il petto e le natiche sono ricoperti chiazze irregolari di peluria unticcia e irta. A partire dal centro delle natiche e lungo le cosce sono ben visibili lunghe chiazze e rivoli incrostati di escrementi, mentre davanti un piccolo pene violaceo è circondato da un folto cespuglio di peli pubici incostati di fluidi organici sessuali infestato dai parassiti.

SUPERBIA - Asmodeus
Un adone, perfetto, la pelle liscissima è color rosa chiaro con riflessi madreperla, il viso ha tratti così belli e armonici da giungere ad un'aspetto indistinguibilmente androgino. Il corpo tuttavia è maschile e perfetto in linea con i tipici canoni di una statua greca. I lunghi capelli sono biondi appena ondulati e cascano sulle spalle, gli occhi celesti ed affusolati sono contornati da lunghe ciglia arcuate. Sulla fronte vicino l'attaccatura dei capelli sono visibili due corna ricurve color avorio minuziosamente intarsiate. Sul capo svetta una corona d'oro tempestata di pietre preziose. Così come alle orecchie lunghi pendenti d'oro, e collane al collo e anelli alle dita.
Regge uno scettro d'oro con il puntale triforcuto. L'intera figura irradia un tenue bagliore spontaneo di luce propria dorata.

GOLA - Behemooth
Una masa di carne abnorme stesa su una lettiga portata a spalla da un'imprecisato numero di magrissimi schiavi emaciati sotto di essa. I mastodontici rotoli di grasso ricoperti di vistose e profonde smagliature sono ammassati l'uno sull'altro e rendono difficile una precisa identificazione della posizione degli arti e dell'anatomia corporea. La sua enorme pancia deforme è solcata da lato a lato da un'altra enorme bocca raccapricciante. La creatura dall'espressione assente, periodicamente allunga una mano verso il bordo della lettiga e afferrato uno degli schiavi dalla testa inizia a mangiarlo in un sol boccone se portato alla bocca addominale o a morsi se alla bocca "canonica". Entrambe le bocche in costate masticazione sono sempre sbrodolate di resti umani e sangue viscoso e producono costantemente un grottescorumore di ossa rotte.

INVIDIA - Astaroth
La struttura e le proporzioni delle parti corporee sono ricodnducibili a quella di un bambino di circa sette anni, la figura è si corporatura longilinea, esile e dalla struttura particolarmente fragile. L'intera pelle innaturalmente liscia e lucida somiglia a gomma di tonalità chiara che va dall'alabastro al beije. Quelli che sembrano capelli sono in realtà bargigli carnosi che dal cranio scendono lunghi fino alle anche. Il viso presenta occhi molto sottili, con sclere nere e iridi dal colore ambrato e pupilla lineare, non è presente un naso ma due narici verticali e affuslate. La bocca increspata in un perenne ghigno supponente è irta di piccoli denti sottilissimi ed aguzzi da cui fuoriesce costantemente la lunga lingua biforcuta. Al termine delle esili braccia le mani preentano dita esageratamente lunghe e nodose aventi un pollice e soli tre dita. Infine dal coccige una lunga coda con in cima un sonaglio simile a quello di un crotalo è in perenne movimento.

AVARIZIA - Belial
Un individuo magrissimo, malnutrito e in  avanzatissimo stato di vecchiaia, la pelle così sottile secca e incartapecorita sembra un involucro sottovuoto che ne contiene a stento le fragili ossa. Sulla testa solo una coroncina di capelli grigi ricoprono la nuca, il volto spigoloso dagli zigomi sporgenti e naso aquilino presenta cavità oculari insanamente profonde e bulbi oculari in oro splendente privi di iride o pupilla. Le guance scavate enfatizzano la spigolosa mandibola e dalla bocca increspata in un'espressione di disgusto e biasimo si intravede una perfetta dentatura anch'essa in oro splendente. Le spalle cadute gli danno una postura incerta, instabile e alla cima delle braccia si notatno le ossute mani contorte da gravissime artrosi, le magrissime gambe sono storte verso l'interno al'altezza delle ginocchia e i piedi callosi sono deformati dall'avanzato stato dei valgismo degli alluci.

LUSSURIA - Lilith
Un corpo femminile dalle curve sinuose e dalle proporzioni esageratamente marcate. La pelle di un rosato chiaro è liscia e ben levigata. Lunghi e folti boccoli rossi scendono lungo la schiena e due grandi occhi verdi e brillanti portano l'attenzione di chi osserva sul visino incantevole a cui il nasino alla francese lievemente all'insù da un'aria sofisticata in netta contrapposizione con l'accenno di innocenti efelidi sulle gote rosee. Le labbra carnose sono appena protese verso l'esterno in un broncetto che valorizza la loro lucidità naturale. Il seno prosperoso e alto presenta areole molto chiare e capezzoli increspati e turgidi visibilmente sporgenti. Il ventre piatto e fa da cornice all'ombelico da cui, fuorisece un fascio di luce celestiale contenuta dentro quell'involucro corporeo. La vita strettissima accentua l'allargarsi dei fianchi che danno spazio a natiche ampie marmoree e alte. I peli pubici, vellutati e rossi come i capelli incoronano un organo genitale ermafrodito che ella non smette di masturbare in ogni modo anatomicamente possibile: una vulva ben più grande del normale, dove al posto del clitoride svetta verso l'alto un pene eretto e pulsante, al di sotto del quale i due testicoli sono contenuti dentro duelle grandi labbra scrotali grandi, gonfie e dilatate da cui sporgono vistosamente delle piccole labbra increspate e cartilaginee. Gli umori prodotti dalla costante masturbazione colano costantemente e copiosamente lungo l'interno delle cosce fino ai piedi.

mercoledì 23 luglio 2014

Orrorifica Gioventude

Lo sommo sdegno e 'l grande stupore,
oh tu donzella che sei in gioventude,
causi ci priva d'alcuno pudore,
quando lo alto bel cul tuo ti prude.
Mai noi vorremmo vederti in quell'ore
quando sei intenta a grattar la virtude,
possa aver tu prodigiosa pomata,
che da orrorifica muti te in fata.


-Turi Messina

Questa mattina per puro caso, in un gruppo whatsapp con amici abbiamo scambiato i consueti saluti del buongiorno usando un registro aulico. Recandomi in ufficio con la moto ho poi visto una ragazza dal fisico molto gradevole grattarsi il culo come il più rude dei marinai.
Questo mi ha ispirato e questo è il risultato.